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Introduzione

 

Il trattamento dei difetti parodontali infraossei è possibile grazie alle tecniche di rigenerazione tissutale. La chirurgia mini-invasiva associata a biomateriali rigenerativi come l’acido ialuronico e gli xenoinnesti potrebbe migliorare la guarigione.

 

L’acido ialuronico (AH) è un componente chiave della matrice extracellulare, coinvolto nella migrazione cellulare e presente in diverse cellule del parodonto. Studi in vitro hanno rivelato che l’AH induce una differenziazione osteogenica precoce delle cellule del legamento parodontale e aumenta le proprietà migratorie e proliferative dei fibroblasti gengivali e dei preosteoblasti, rendendolo un biomateriale interessante per la rigenerazione ossea e parodontale. Inoltre, l’AH può indurre la proliferazione e la differenziazione osteogenica delle cellule del midollo osseo e delle cellule preosteoblastiche, svolgendo un ruolo importante nelle fasi precoci e tardive della formazione ossea. Pertanto, gli studi sugli animali che valutano gli effetti dell’AH nel trattamento dei difetti intraossei e delle recessioni rivelano una rigenerazione parodontale attraverso la formazione di cemento, legamento parodontale e osso.

 

Le prove attuali suggeriscono che l’AH può non solo influenzare positivamente la rigenerazione parodontale, ma può anche svolgere un potenziale ruolo nella formazione ossea. Recenti revisioni sistematiche hanno dimostrato che l’utilizzo dell’AH nel trattamento parodontale non chirurgico e chirurgico può avere un effetto positivo sui risultati clinici, con una riduzione della profondità di sondaggio (PPD), un guadagno del livello di attacco clinico (CAL) e una diminuzione del sanguinamento al sondaggio (BOP).

 

Le terapie combinate con un innesto osseo consentono di mantenere il volume dello spazio di guarigione del difetto infraosseo e di stabilizzare il coagulo sanguigno, migliorando i risultati clinici.

 

 

Materiali e metodi

 

18 pazienti affetti da parodontite di stadio III o IV, con 19 lesioni intraossee, sono stati trattati con chirurgia parodontale rigenerativa minimamente invasiva (Fig 1). Dopo anestesia para-apicale vestibolare e linguale, si esegue un’incisione orizzontale di preservazione della papilla MPPT (se lo spazio interdentale è superiore a 2mm) o SPPF (se lo spazio interdentale è inferiore a 2mm) con una microlama (MJK® BW002). Si esegue quindi un lembo unilaterale M-MIST (se si preserva la corticale linguale) o bilaterale MIST (in caso di assenza della corticale linguale) con uno scollatore papillare (Fig 2). Il tessuto infiammatorio viene rimosso con mini-curette e mini-ultrasuoni; successivamente, il difetto infraosseo viene rigenerato associando acido ialuronico (Hyadent®, Regedent) a uno xenoinnesto (Collapat II ®, Symatese) (Fig 3). Si ottiene una chiusura per prima intenzione con punti a materassaio e punti semplici (filo di sutura in nylon 5.0) (Fig 4).

Fig 1 : Dopo il trattamento parodontale non chirurgico, l’esame clinico rivela una profondità di tasca residua di 9mm in mesiale del 36. L’esame radiologico consente di analizzare più nel dettaglio le caratteristiche del difetto infraosseo (profondità infraossea 5,5mm, larghezza 1,7mm, angolo 16,2°)

Fig 2 : Incisione orizzontale di preservazione della papilla di tipo MPPT e scollamento unilaterale di tipo M-MIST.

Fig 3 : Dopo la rimozione del tessuto di granulazione, applicazione dell’acido ialuronico (Hyadent®, Regedent) e dell’innesto osseo (Collapat II®, Symatese)

Fig 4 : Difetto infraosseo riempito, sutura con un punto a materassaio orizzontale alla base della papilla e due punti semplici sulla punta della papilla. Applicazione di acido ialuronico sulle suture.

 

Il criterio di valutazione principale è il livello di attacco clinico a un anno dall’intervento (Fig 5).I criteri di valutazione secondari sono: la profondità di sondaggio della tasca e l’altezza della recessione gengivale.

 

 

Risultati

 

I risultati sono stati rilevati a un anno dall’intervento. Il guadagno medio di attacco clinico è di 3,68 ± 1,71 mm. La profondità di sondaggio è stata ridotta in media di 4,94 ± 1,71 mm. La recessione è aumentata in media di 1,31 ± 1,67 mm.

 

 

Discussione

 

I risultati sono paragonabili a quelli riportati in letteratura. Lo studio di Bozic et al., che ha associato uno xenoinnesto (Bio-Oss®) all’acido ialuronico, ha mostrato un guadagno di attacco clinico di 3,65 ± 1,67 mm, una riduzione della profondità di tasca di 4,54 ± 1,65 mm e un aumento della recessione gengivale di 0,89 ± 0,59 mm in 27 difetti infraossei. Una meta-analisi di Matarasso et al. ha dimostrato che il trattamento chirurgico dei difetti infraossei associando le proteine derivate dalla matrice dello smalto e un innesto osseo ha determinato un guadagno di attacco clinico di 3,76 ± 1.07mm, una riduzione della profondità di tasca di 4,22 ± 1,20 mm e un aumento della recessione di 0,76 ± 0,42 mm.

Fig 5 : Situazione a un anno dall’intervento. Si osserva una tasca di 3mm senza sanguinamento e la risoluzione radiografica del difetto infraosseo.

 

 

Conclusione

 

I risultati ottenuti nei pazienti trattati con chirurgia mini-invasiva associata all’acido ialuronico e a uno xenoinnesto hanno mostrato un miglioramento dei parametri clinici e radiografici.

 

 

Autori: A. Brincat, C. Sadowski, R. Ohanessian, T. Ranchain, M. Crest, D. Golzmann, M. Blanc, A.antezack, V. Monnet-Corti

 

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