Modellamento della forma e del volume dei glutei senza intervento chirurgico. Caso clinico
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La paziente N., 53 anni, si è presentata alla visita lamentando un eccesso di cute, con pieghe sui glutei (prevalentemente nella regione sottoglutea) e sopra la rotula. Come ha detto la paziente, ha «la pelle come quella di uno shar-pei». Richiedeva un miglioramento della qualità della pelle, il suo rassodamento e la sua idratazione, nonché il ripristino dei volumi mancanti. Non era d’accordo a sottoporsi a un intervento chirurgico.
Alla prima visita: costituzione longilinea, pratica regolarmente sport; altezza 175 cm, peso 70 kg (BMI nella norma). Segue un’alimentazione corretta, con una dieta composta principalmente da carne e pesce; cerca di evitare i dolci. Assume inoltre collagene di origine animale (marino). È seguita da un nutrizionista, un ginecologo e un endocrinologo e assume gli integratori prescritti.
All’esame visivo sono stati rilevati secchezza e disidratazione cutanea, displasia del tessuto connettivo (sulla base del pinch test, successivamente confermata da un test genetico) e un evidente eccesso di cute. Diagnosi: cellulite di secondo stadio, senza eccessivi depositi adiposi localizzati.
Considerate le caratteristiche legate all’età e la menopausa (cessazione delle mestruazioni per 12 mesi), la causa delle alterazioni dell’omeostasi cutanea e delle condizioni generali della paziente potrebbe essere una carenza di estrogeni. Le alterazioni comprendono la perdita di collagene ed elastina, un’alterazione della funzione dei fibroblasti e della microcircolazione e un aumento dell’attività delle metalloproteinasi della matrice. Tutto ciò porta alla degradazione cellulare ed extracellulare, che si manifesta clinicamente con secchezza cutanea, formazione di rughe, atrofia cellulare, compromissione della guarigione delle ferite e della funzione di barriera, riduzione della capacità antiossidante (protezione dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dallo stress ossidativo), nonché una diminuzione dell’attrattività e del benessere psicologico.
Considerata la displasia del tessuto connettivo geneticamente determinata, un importante ambito di intervento sarà la stimolazione della neocollagenesi. È stato scelto un piano di trattamento per la paziente che comprende diversi cicli di procedure iniettive e lifting a radiofrequenza.
Alla paziente è stato proposto un ciclo di procedure combinate: biorivitalizzazione, bioreparazione (liporiduzione) e mesoterapia con polidesossiribonucleotidi e peptidi. L’intervallo tra i cicli è stato di 2–3 settimane. Il volume di prodotto per ogni procedura era di 8–10 ml. Le iniezioni sono state eseguite nella regione glutea, sulla superficie anteriore, posteriore e laterale delle cosce e sopra le ginocchia. Al termine del ciclo si è osservato un effetto idratante e la sensazione di secchezza si è notevolmente ridotta. Le procedure sono state eseguite con tecnica papulare e lineare retrograda, utilizzando un ago 30G*13, senza anestesia (foto 1).

FOTO 1. La paziente N. prima e dopo il ciclo di trattamenti iniettivi
Il trattamento iniettivo di un’area notevolmente più ampia rispetto alle zone problematiche riferite dalla paziente è dovuto al fatto che la parte anterolaterale e quella posteriore della coscia contribuiscono alla formazione della ptosi dei glutei e della regione sottoglutea.
Un mese dopo il ciclo di mesoterapia e biorivitalizzazione è stata eseguita una procedura di lifting RF con microaghi. Il metodo si basa sull’azione di una corrente ad alta frequenza sugli strati profondi della pelle. I risultati erano visibili già dopo una sola seduta. Si sono osservati un ringiovanimento e un aumento della densità cutanea delle zone trattate (glutei, superfici anteriore, posteriore e laterale delle cosce e area sopra le ginocchia). L’effetto rassodante è evidente, grazie al miglioramento della circolazione sanguigna e alla neocollagenesi indotti dall’azione termica. L’effetto, inoltre, aumenta con il passare del tempo (foto 2).

FOTO 2. La paziente N. prima e dopo la procedura di lifting RF con microaghi
Un mese dopo la procedura di lifting RF con microaghi è stato eseguito un ciclo composto da 2 procedure con somministrazione di acido polilattico (PLLA). L’intervallo tra le procedure è stato di un mese e mezzo. Il trattamento è finalizzato a potenziare la stimolazione della produzione di collagene endogeno. Dosi utilizzate:
prima procedura –1269 mg/80 ml (oppure 2 flaconi di PLLA da 630 mg/40 ml) con la diluizione standard in acqua per preparazioni iniettabili;
seconda procedura – 600 mg/30 ml (oppure 2 flaconi di PLLA da 200 mg/10 ml) con la diluizione standard in acqua per preparazioni iniettabili.
Il prodotto è stato iniettato con una cannula, utilizzando la tecnica a ventaglio in zone specifiche (foto 3). Dopo la procedura si è osservato un aumento del turgore cutaneo e una notevole riduzione dell’eccesso di cute (foto 4).

FOTO 3. Schema di iniezione dell’acido polilattico nella paziente N.

FOTO 4. La paziente N. prima e dopo l’esecuzione di 2 procedure con acido polilattico
Due mesi dopo la procedura con acido polilattico è stata eseguita una volumizzazione delle superfici laterali dei glutei con filler a base di acido ialuronico, per un volume totale di 120 ml su entrambi i glutei. Si è ottenuto un risultato caratterizzato da un maggiore riempimento e dall’assenza di avvallamenti. Secondo la paziente, ha avuto la sensazione di avere i «glutei scolpiti» (foto 5).

FOTO 5. La paziente N. prima e dopo la volumizzazione delle superfici laterali dei glutei con filler a base di acido ialuronico
Conclusioni
Per ottenere un buon risultato clinico è necessario un approccio integrato, che preveda diversi cicli di trattamenti e approcci che agiscano su diversi livelli della patogenesi e affrontino più problemi. È importante pianificare in modo appropriato la sequenza delle procedure, concordandole con la paziente e spiegandole la necessità di eseguirle per raggiungere il risultato desiderato. È inoltre importante raccogliere attentamente l’anamnesi, tenendo conto dello stile di vita, dei polimorfismi genetici (se possibile), dell’assunzione di integratori, degli squilibri ormonali ecc.
Il caso clinico presentato mostra che è possibile ottenere un risultato eccellente, soddisfacente sia per la paziente sia per il medico, senza ricorrere alla chirurgia, grazie a una combinazione razionale di tecniche iniettive e strumentali (foto 6).

FOTO 6. La paziente N. prima e dopo il ciclo di procedure combinate
