La sindrome del filo: una complicanza inattesa della contenzione dentale
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La « sindrome del filo » si manifesta con spostamenti imprevisti di alcuni denti collegati tra loro da un filo incollato. Queste malposizioni (vestibolarizzazione, rotazione e/o inclinazione) sono per lo più dannose per i tessuti parodontali, poiché possono causare recessioni parodontali più o meno gravi (RT1 o RT2). La prevalenza di questa « sindrome » è compresa tra l’1,1% e il 13,3%, a seconda degli studi.
Definizioni
Le contenzioni fisse post-ortodontiche hanno lo scopo di stabilizzare a lungo termine la nuova posizione dentale ottenuta. Tuttavia, possono verificarsi spostamenti dentali nonostante la presenza di un filo di contenzione incollato sulla superficie linguale. Questa complicanza inattesa del filo di contenzione è stata denominata « sindrome del filo » nel 2015 da Roussarie et al. Può verificarsi con tutti i tipi di fili e con tutti i metodi di incollaggio di questi fili, diretti o indiretti.
Segni clinici
Si osservano diversi segni clinici: inclinazioni, diastemi, traslazione o rotazione del blocco incisivo-canino. È possibile la combinazione di più movimenti.
Si osservano prevalentemente nella mandibola, ma sono stati segnalati casi anche nel mascellare superiore. Lo spostamento dentale legato alla sindrome del filo può causare la comparsa di recessioni parodontali vestibolari o linguali/palatali.
Eziologie
I due principali movimenti osservati sono:
- una differenza di torque tra due incisivi adiacenti (effetto X) (fig. 1);
- un torque di senso opposto sui canini (effetto Twist).

1. Situazione iniziale: paziente di 28 anni inviata per il trattamento di una recessione gengivale. Si osservano: un fenotipo parodontale sottile e festonato, una gengivite associata alla presenza di placca localizzata (BoP > 10%) (12), una vestibolarizzazione e un’estrusione di 41, la cui radice traspare sotto la mucosa alveolare, e una recessione di 3 mm di tipo RT2 secondo Cairo.
All’origine di questi movimenti vi sono diversi fattori eziologici.
Il filo di contenzione non è passivo.
Esercita una forza sul dente o sui denti a cui è incollato.
- Deformazione del filo durante l’incollaggio. Nel caso di un incollaggio con tecnica diretta, la deformazione del filo può essere indotta dalla pressione esercitata contro la superficie dentale, rendendolo così attivo. L’uso di elastici o di filo interdentale per mantenere il filo saldamente appoggiato sulla superficie linguale dei denti al momento dell’incollaggio può mascherarne la deformazione. Nel caso di un incollaggio con tecnica indiretta, un’impronta imperfetta, un errore di progettazione o un intervallo di tempo troppo lungo tra la rimozione dell’apparecchio e l’incollaggio rendono necessario esercitare una forza di contenimento durante l’incollaggio, deformando il filo che diventa così attivo.
- Sono inoltre descritte un’instabilità dei fili multifilamento o modifiche delle proprietà del filo.
Rottura del legame adesivo filo-composito/dell’incollaggio.
I denti collegati al filo si sposterebbero in seguito alla rottura del legame adesivo filo-composito e all’applicazione di una forza legata a una disfunzione linguale, a una parafunzione o a un comportamento a rischio (per esempio l’onicofagia).
Prevenzione
Per evitare la comparsa della sindrome del filo, ogni fase deve essere eseguita con la massima cura:
scelta del filo: i fili ritorti coassiali a 6 trefoli placcati in oro sono quelli con la maggiore ritenzione;
scelta del composito: preferibilmente compositi nanoriempiti e microriempiti;
mantenimento della passività durante la procedura di incollaggio della contenzione;
con la tecnica diretta, eseguire la piegatura del filo su un modello di lavoro;
si privilegerà la tecnica indiretta mediante Progettazione e Fabbricazione Assistita dal Computer (CFAO), che consente, a partire da un modello digitale, la lavorazione di un filo rettangolare in NiTi, evitando la deformazione del filo di contenzione.
È inoltre fondamentale informare i pazienti dell’esistenza di questo rischio di complicanza e della necessità di controlli regolari. L’aggiunta di un dispositivo di contenzione notturna (mascherina) rappresenta una misura di sicurezza volta a impedire il verificarsi di movimenti indesiderati in attesa della contenzione fissa.
Trattamento
Quando viene diagnosticata una sindrome del filo, come in questo caso, in cui si osserva una differenza di torque tra 31 e 41 (effetto X) e una vestibolarizzazione di 41 che non era presente al termine del trattamento ortodontico iniziale, la contenzione deve essere rimossa immediatamente (fig. 1 e 2).

2. Nella vista occlusale si osservano una differenza di torque tra 31 e 41 (effetto X) e una vestibolarizzazione di 41.
È indispensabile riprendere il trattamento ortodontico settoriale.
Se sono presenti disfunzioni e parafunzioni, devono essere corrette prima di applicare una nuova contenzione passiva incollata provvisoria. Dopo il trattamento ortodontico è possibile ottenere un miglioramento totale o parziale della situazione parodontale. Nella nostra paziente, nonostante il riposizionamento della radice di 41, in presenza di un fenotipo sottile, la recessione è peggiorata e l’altezza del tessuto cheratinizzato (TK) è diminuita (1 mm), aumentando la trazione esercitata dal frenulo e riducendo la profondità del vestibolo. Tuttavia, grazie alla sua posizione all’interno dell’inviluppo parodontale, la recessione è passata a una classe diversa: è una RT1, con una prognosi di copertura migliore. Queste condizioni parodontali indicano l’esecuzione di un innesto autologo epitelio-connettivale per rinforzare il fenotipo intorno a 41-31 e 32, approfondire il vestibolo e coprire la recessione (fig. da 3 a 5). La modifica del fenotipo, l’aumento dell’altezza e dello spessore del tessuto cheratinizzato e la contenzione passiva incollata consentono di mantenere nel tempo la salute dei tessuti parodontali (fig. 6 e 7).

3. Situazione dopo il nuovo trattamento ortodontico della durata di 6 mesi (Dr Christophe Bachet, ortodontista ad Aubagne). 41 è stata riposizionata nelle tre dimensioni dello spazio, così come 42. Tuttavia, la recessione di 41 è peggiorata (4 mm) e l’altezza del tessuto cheratinizzato è diminuita (1 mm), aumentando la trazione esercitata dal frenulo e riducendo la profondità del vestibolo. Tuttavia, grazie alla sua posizione all’interno dell’inviluppo parodontale, la recessione è passata a una classe diversa: è una RT1, con una prognosi di copertura migliore. Queste condizioni parodontali indicano l’esecuzione di un innesto autologo epitelio-connettivale per rinforzare il fenotipo intorno a 41-31 e 32, approfondire il vestibolo e coprire la recessione.


5. Esecuzione di un innesto epitelio-connettivale da 41 a 32 (Dr Arthur Brincat, Tolone).

6. Dopo la guarigione, gli obiettivi dell’innesto epitelio-connettivale sono stati raggiunti: la copertura radicolare è quasi totale.

7. Rinforzo locale del fenotipo mediante aumento dell’altezza e dello spessore del tessuto cheratinizzato e approfondimento del vestibolo tramite eliminazione del frenulo e sostituzione della mucosa alveolare con tessuto cheratinizzato immobile.
Tuttavia, la riparazione delle conseguenze di questo spostamento dentale non programmato è costata al paziente molto tempo (e denaro).
Conclusione
Lo spostamento dentale al di fuori del proprio inviluppo parodontale, dopo l’applicazione di una contenzione fissa « non passiva », ha conseguenze dannose a breve e lungo termine per la salute parodontale. Questa situazione ha un impatto molto negativo sul paziente che, talvolta, rifiuta di intraprendere un nuovo trattamento ortodontico e chiede di rimediare con altri mezzi (parodontologia, protesi...) che, da soli, sono meno efficaci.
Da ricordare
La sindrome del filo è rara, ma ha conseguenze dannose/lesive per la salute dentale e parodontale.
Un filo passivo si ottiene modellandolo e adattandolo perfettamente alla curvatura dell’arcata dentale interessata.
L’incollaggio serve solo a mantenere il filo, non a sottoporlo a tensione.
Le parafunzioni devono essere corrette prima del termine del trattamento ortodontico.
Le visite di controllo periodiche devono verificare la presenza dell’incollaggio.
In caso di sindrome del filo, il filo di contenzione deve essere rimosso immediatamente.
In caso di recessione gengivale associata, la chirurgia plastica parodontale è indicata dopo il ritrattamento ortodontico e il riposizionamento della radice.
Il paziente deve essere informato delle possibili complicanze legate alla presenza di una contenzione incollata e dell’importanza di controlli regolari.
Autori: Arthur Brincat, Camille Sadowski, Virginie Monnet-Corti
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